il pitecantropo

Ecco cosa succede a perdere il treno dell'evoluzione

Archivi per il mese di “luglio, 2009”

Metamorfosi n°1


Alla direzione del personale della Zienda -Loggia Centrale-

p.c.: al capo mandamento sig. Nano Infame
al dott. Vader Darth della Galassia dei Faccia di Merda
ai sigg. delle Mosche titolari di reparto
alla responsabile formazione sig.ra Venditrice di Lupini


oggetto: recupero dignità/morale

Città del sud, 27/07/2009

Io sottoscritto Pitecantropo, nato libero 38 anni fa nel mese della madonna in una città aperta et ivi residente, dopo avere prestato il fianco e il retro per 2 anni e 9 mesi presso la suddetta Zienda, dopo essere sottostato ad attività vessatorie, ricatti, taglieggiamenti, dopo aver sedato coscienze, patteggiato immunità, concordato compromessi, chiuso occhi e turato nasi, dopo un numero imprecisato di signorsì

abiuro

qualsiasi legame con la Zienda -cosca affiliata area sud est- e presento dimissioni irrevocabili con decorrenza settembre 2009. AugurandoVi tachicardiche carriere e gastroscopici momenti di felicità, formulo il mio più cordiale


VAFFANCULO

Effetti indesiderati

Il treno era appena arrivato e già le banchine erano piene di gente che usciva a frotte dai vagoni. Loro, vestiti con giacche di pelle, ci vennero incontro e ci superarono senza voltarsi indietro. Non potevamo sbagliarci. Cominciammo a seguirli nei meandri della stazione. Dopo alcuni minuti avevamo raggiunto un’ala deserta, binari vuoti e oscurità. Il rumore dei nostri passi alle spalle li fece voltare e fu allora che capirono.
Cominciarono a correre cercando un nascondiglio. Quando arrivammo in un corridoio cieco avevamo quasi perso la speranza di acciuffarli e cominciammo a parlare di quanto eravamo stati stronzi a lasciarceli sfuggire così, siamo stati dei polli mi ripeteva. Loro non riuscirono a trattenersi dal commentare le nostre parole, lo fecero sottovoce, ma non bastò a evitare che nel silenzio del luogo anche quelle parole bisbigliate arrivassero alle nostre orecchie sensibili da killer. Ci sporgemmo un pò su un balcone in cemento che affacciava su un altro tratto di binari e li vedemmo. Erano lì. Si erano rannicchiati su pochi centimetri di spazio, invisibili se non fosse stato per il loro stupido vociare, affacciati al vuoto sotto di loro. Quando gli puntammo contro le armi capirono di essere giunti alla fine. Dopo aver fatto fuori il primo, l’altro cominciò a urlare di farla finita. Scaricammo i caricatori anche sul secondo. I corpi caddero molto lentamente, senza nessun rumore d’impatto.

Gli spari attirarono l’attenzione della gente che cominciò ad accorrere nella nostra direzione. Da una porticina si affacciò un buffo signore che si toglieva dalla faccia una maschera di cerone bianco. Ci guardò senza dir nulla, passandosi la spugna sul volto truccato. Mentre salivamo le scale verso l’uscita dissi al mio complice che se non avessi fatto il killer mi sarebbe piaciuto fare l’attore nella vita.
Con un piccolo segnale inviato da un telecomando la macchina si diresse verso di noi, fermandosi esattamente davanti e aprendo due grandi sportelli su cui campeggiava il simbolo della Apple. Non immaginavo che ora facessero anche auto. Era piena di optional. Mi piacque molto la capacità del sedile di adeguarsi alle dimensioni del passeggero. Avevamo fretta, dovevamo terminare la nostra missione e soprattutto andare via subito di lì. Fu ad un passaggio a livello che gli dissi che io non me la sentivo di proseguire. Non ce la facevo a sopportare di sparare ancora, alla fine ero nel giro da poco e non avevo le giuste motivazioni. Senza batter ciglio il mio compare mi fece scendere in piena campagna e sgommò via chiedendomi il silenzio, almeno per ora.

Mi incamminai alla ricerca di un posto familiare ma il peso che avvertivo in tasca mi frenava i passi. Tirai fuori la pistola che avevo appena utilizzato e la smontai, deciso a disfarmene al più presto. In un vecchio mobile che si trovava fra gli alberi trovai una di quelle vecchie custodie per compassi, deciso a utilizzarla per nascondere l’arma ma nel sottobosco un fruscìo attirò la mia attenzione. Un serpente verde smeraldo si frapponeva fra me e il luogo destinato a occultare le prove. Con un bastone cominciai a colpire l’animale e solo quando fui sicuro di averlo ucciso mi avvicinai cercando di scoprire se fosse velenoso. Con mia sorpresa dalle fauci spuntò fuori un’etichetta che diceva Made in China, e mi fece rendere conto che in realtà si trattava di un innocuo pupazzo in peluche.

Adesso ditemi: possibile che 400 mg di amoxicillina unita alla visione di Romanzo Criminale possa scatenarmi sto pandemonio notturno?

Giustizia

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