il pitecantropo

Ecco cosa succede a perdere il treno dell'evoluzione

Era meglio morire da piccoli


Schermata 2010-01-18 a 18.50.24uella sera di luglio del 1978 io me la ricordo bene. Il pettine aveva ancora un valore intrinseco, puzzavo discretamente come si conviene a un settenne in piena epoca mecap ed ero pienamente soddisfatto dell’abbondanza del pescato pomeridiano lasciato ad agonizzare lentamente in un secchiello.

-Stasera andiamo al cinema.

Sta cosa detta così per me significava poco e "cinema d’estate" non era ancora un ossimoro. Avevo un altro milione di attività più o meno lecite da portare a termine prima di crollare in un sonno glorioso.
Ma alla fine l’ebbe vinta mio padre.

L’arena assomigliava molto a una casbah. La gente ci entrava in costume da bagno e zoccoli, i biglietti li strappava a mano una vecchia quasi cieca e l’inventore delle sedie con lo schienale anatomico in quel momento era impegnato a capire il perché della sua scoliosi.
Intorno alla sala (se si può definire sala un ambiente delimitato da una graticciata in bambù) i lampioni a luce gialla si affacciavano con il loro unico occhio spiandoci come le astronavi della Guerra dei Mondi. 
Quando arrivò il buio (ma si fa per dire, tutto era tendente a un ocra pallido) e partì ‘sta musica, su uno schermo pieno di stelle che si confondeva col tetto della sala apparve una scritta gigantesca:

tanto tempo fa,
in una galassia lontana lontana…

La mandibola si richiuse solo nel  momento in cui  Obi-Wan Kenobi fa la conoscenza di Luke Skywalker. In quell’istante la luce andò via in tutto il paese, morirono anche i lampioni gialli e quando gli occhi si abituarono al buio i gli unici bagliori erano quelli  delle cicche accese e del tappeto di stelle sulla testa, fra le quali mi sembrò di scorgere per un attimo la sagoma inconfondibile del Millennium Falcon. Poi a demolire ‘sto ricordo ci pensò Lucas con i suoi stupidi prequel e quel meraviglioso titolo diventò Episodio IV e altre cazzate.

Ora quello che voglio dire è che io alla fine sto cazzo di Avatar lo vedrò. Ma con tutte le fantastrabilianti maraviglie fra robe che escono dallo schermo, occhiali a raggi X che niente sarà più come prima e potevamo stupirvi con effetti speciali e altre mirabolanti cazzate, ma io il sogno di una Morte Nera che esplode in una stellata sera d’estate non me lo darà più nessuno.

Avviso agli utenti: visto che sto invecchiando nella maniera peggiore, se nei prossimi post dovessi intraprendere una crociata contro i ggiovani siete pienamente autorizzati a mandarmi a fare in culo.

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7 pensieri su “Era meglio morire da piccoli

  1. utente anonimo in ha detto:

    grazie a dio (o a chi per lui) che non sono più ggiovane allora, cosa che diversi screanzati e indelicati eventi mi stanno costringendo ad accettare.

    valentina

  2. lo hai scritto tu, questo post, ma sembrano le parole di qualcuno che mi sta molto a cuore.

  3. poi, quando invecchi davvero, è l’umaintà intera quella su cui ti scagli.

  4. utente anonimo in ha detto:

    uh! proprio ieri sera mentre ghigliottinavo i carciofi, la mia vicina di casa, che corteggia spudoratamente mio marito da quando si è trasferita lì, ha detto che guardando me, parlando con lui, si rende conto di non essere più giovane, ma che accetta il suo stato ritenendosi una signora che si mantiene bene, e lascia che i giovani vivano la frenesia di questi tempi perdendo la purezza dei vecchi (tempi…) O_O per caso vi conoscete?
    Ah! cmq nel 1978 io nascevo.

  5. Io proporrei di stampare una maglietta con su scritto
    "io il sogno di una Morte Nera che esplode in una stellata sera d’estate non me lo darà più nessuno".
    Non è incisivo come "sotto la panza la mazza avanza", ma vuoi mettere…

  6. non c’è confronto, non puoi neppure farlo un confronto, non è questione di effetti speciali, ma di perdita di stupore. il mio film visto a bocca aperta, quello che mi ha dato le emozioni più intense, quelle che nessun altro mi darà più, è l’ammazzagiganti. avevo 7 anni e mio padre faceva il proiezionista in un cinema di 4 categoria. e una scena che custodisco è quella del mostro che cresce a dismisura e rapisce la principessa. un mostro fatto col pongo, eh, altro che effetti stellari.
    mi sono accorta di essere vecchia il giorno che ho pensato di uomo di 30 anni che è un ragazzo. il che è terribile. diventrò come quelle ottantenni che dicono a una di settanta che ha tutta la vita davanti

  7. vale: pazienza dai. vuol dire che guarderai lucignolo con gli occhiali.
    search: è che noi 70’s alla fine siamo tutti uguali.
    ss: ma perchè. si invecchia DAVVERO?
    anonima: sì fa sempre così davanti agli altri. poi la notte singhiozza nel letto abbracciata al suo tubetto di filling antiage.
    oskar: ne prendo una dozzina. delle seconde dico.
    tess: mi fai venir voglia di frequentare qualche circolo reduci e combattenti.

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