il pitecantropo

Ecco cosa succede a perdere il treno dell'evoluzione

I° atto d'accusa contro la realtà del BdC


[Caverna di Lescaux, 30.000 circa a.C].
 
L’individuo alfa dopo essere casualmente finito con le mani in una non meglio specificata fanghiglia, la utilizza per trasferire indelebilmente il concetto di protobovino cacante e con le mani piene di merda traccia il primo disegno della storia dell’uomo.

E’ nata l’arte.

Successivamente indossa uno stupido copricapo ed esce a fare due passi.

E’ nato l’artista.

 
[Bucodiculo, 2010 dopo cristo]
 
Facebook mi avvisa che stasera c’è un evento nel bucodiculo. Nel bdc non succede mai un cazzo di niente, il che comporta che ci sono spesso eventi. E io che sul ramo me le spacco spesso e poco volentieri, decido di andare all’evento.

(E con questo, dopo Libertà, Rivoluzione e Mitico, ci siamo giocati pure l’etimo “Evento”.  Quando arriverà il 2012 che dalle piramidi usciranno ufi guidati dai maya che distruggeranno il mondo con pannocchie giganti voglio vedere come cazzo definiremo la cosa).

Comunque. L’evento si svolge al padiglione rosso dell’ala sud del complesso Fiere ed Eventi. L’occasione è data dalla concomitante esposizione del salone del giardinaggio, fra uno zampillar di acque da fontane in marmi lapidei e padri pii in pietra locale benedicenti gladioli e lillà.
E visto che in provincia ci si arrangia come si può, l’ambiente in cui ci sarà l’esposizione è stato ricavato in un dromos di cartongesso.

La quantità di artisti supera ogni immaginazione.
Essi sono ovviamente giovani, come solo i giovani sanno esserlo. Ed essere giovani ti mette di fronte a una serie di possibilità, la più succosa delle quali è diventare artista.
L’artista più artista di tutti era però quello col cappello (avere il cappello, anche in una specie di serra illuminata da milioni di lampade alogene, è la sottile linea umida che divide la massa dal Vero Artista. Ve lo immaginate voi Fidia, Leonardo o Hopper col cranio al vento? Io no).
Egli aveva apprestato una performanS davvero rivoluzionaria nel campo dell’arte. Un capretto legato rappresentava l’umana innocenza (ohh!) sul cui candore quadrupedale incombevano tetre immagini di guerra (ohhh!). E mentre l’epigono lanoso di Isacco se la ruminava placido, incurante di siffatta metafora, l’abigeatore ciondolava languido lanciando da sotto le tese del cappello-da-artista sguardi che dicevano più o meno “non so se son più coglione io o voi che guardate la capra come la mucca fa col treno”.

-Wow. (Quindi caro pablo, prendi il tuo guernica e impiccati).

Ma siccome l’arte non va messa da parte, ecco che dopo qualche ora ti ritrovo l’allegra brigata alle prese con l’amabile nightlife del lounge più radicalchic dell’asshole.
Ora, io non immagino nessuno che dopo aver smesso i panni di ciò che volontariamente o meno fa durante la giornata, continui nelle ore del disimpegno civile a continuare con gli stessi argomenti delle venti ore precedenti.

Tipo l’equipe di cardiochirurghi dopo una giornata a montare valvole mitraliche vanno al bar e parleranno che so, del culo delle infermiere. O le riserve di una squadra di calcio dopo la partita mica son lì che ripassano gli schemi, ma parleranno del culo delle veline.

Premesso ciò, non voglio addentrarmi nei labirinti melmosi dello stato dell’arte contemporanea, né del significato di creazione artistica, né del rapporto fra pubblico e opera; e non lo faccio per una serie di motivi il secondo dei quali è che non ne capisco un cazzo. Tuttavia se c’è una cosa che mi fa vomitare è l’autoreferenzialità di questi, uhm, buffoni?, che li obbliga a continuare con le loro insulse, banali, stantie, defunte disquisizioni sull’etica dell’arte fatte con la birra in mano a chiederti se c’hai ‘na sigaretta.

Ok, capisco che per uno strano sentimento di gelosia verso l’atto creativo –sia pure parafisiologico- cui credevano di essere le sole dispensatrici, presentarsi come potenziali generatori di vita -sia pure pseudoartistica- vi renderà concupiti da una fraccata di fighe delle più disparate stirpi. Ci sta. Ma se evitaste di sentirvi tutti dei fottuti Endiuorol solo perché mettete una capra al guinzaglio facendovi le seghe a vicenda forse ‘sto posto qua sarebbe meno bucodiculo e io potrei anche tornare a passeggiarvi senza sputare ogni tre passi.

Questo penso.

Che poi questo discorso possa essere anche visto in maniera inversamente speculare assumendo i contorni di una pacata riflessione sul fatto che ci sia qualcuno più giovane me, con più capelli e che fondamentalmente possa non fare un cazzo dalla mattina alla sera, è una critica che accetto serenamente.
 
 
 
 

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Un pensiero su “I° atto d'accusa contro la realtà del BdC

  1. umpf, potevi giocarti anche "spazio" e/o "location"

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