il pitecantropo

Ecco cosa succede a perdere il treno dell'evoluzione

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Pre-visioni

Dice, il tempo è il migliore argomento per cominciare un discorso quando non si ha null'altro da dire.

E così, piove. Finalmente, direi. Ne avevo necessità. L'impellenza di tornare a coprirsi, a trattenere calore, a bilanciare l'eccesso di luce. Le strade che sino a ieri brulicavano in una parvenza di estate infinita sono tornate spettrali, il passaggio troppo repentino verso il buio spinge a forme di socialità più domestiche.

Attraversare la città in bici mi entusiasma. Ormai lo faccio quotidianamente, ora che il nuovo lavoro me lo consente. La libertà di infilarmi in un vicolo mai conosciuto, di deviare all'ultimo momento da un tragitto segnato, di godermi brevissimi tratti di discesa senza pedalare, sono cose che non avevo considerato fino ad ora. A circa metà del corso c'è sempre la barbona con i suoi fogli e le matite. Finalmente ha levato il gesso dalla gamba. Lo avrà portato per diversi mesi, tanto che credevo lo tenesse su apposta, come memento pubblico di un dolore da voler condividere, non importa se vero o falso. Prima mercanteggiava richieste accanto alla macchinetta delle sigarette. Scelta strategica per chiedere gli spiccioli. O una sigaretta nell'ipotesi peggiore. Che mica gli puoi dire no, non fumo.

Piove e fa freddo. Così mi diceva la cameriera del locale, fumando sull'uscio. Ma mica è freddo, questo, le ho detto. E poi le ho raccontato di quanto era freddo il freddo che ho sentito quella notte a Londra. A smontare il turno alle 2,30 e ritrovarmi a tre ore di bus da casa, e del grocery in cui comprai birra e biscotti al cioccolato e di quanto calore mi hanno dato. Ci penso spesso a Londra. Generalmente penso spesso alle mie vite precedenti, ma per celebrare una specie di anniversario delle scelte più fragili che abbia mai fatto, in questo periodo ripenso spesso a Londra. A quel che ero, a quel che sarei potuto essere e a quello che ho scelto di tornare ad essere. Nonostante tutto, meglio così.

Avevo paura a riavvicinarmi a questo posto, dico sul serio. Poi mi son messo a rileggerlo tutto, dall'inizio, scoprendo che c'è tanto di me. E nonostante questo possa essere un motivo in più per lasciar perdere, mi sa che mi riaccomodo sul mio vecchio ramo, chè alla fine non si stava poi così male e ogni tanto qualche bestia rara passa ancora di qua.

I am here

Ma se vi dico che questo post lo sto mandando dall'apple store di covent garden che ha davvero poco di utile al mio tentativo di trovare un lavoro ma forse una donna si' e che io da qui non me ne andrei piu' perche' forse ci sono le donne piu' belle del mondo e domani mattina ho una prova in cucina che non vuol dire niente ma mai nessuno prima mi aveva dato in cosi' breve tempo possibilita' cosi' concrete di rendere concreto un sogno cha sia pure stupido e immaturo ma respirare colori e vedere profumi mai soltanto immaginati io questa cosa qui la rispetto molto ed e' con molto rispetto che voglio trattare la mia storia passata ed e' con molto rispetto che voglio affrontare quella presente ma l'unica cosa che chiedo e' di poterlo fare cosi'. quasi senza respiro.

Definizioni

Stu-pi-di-tà, sost. s.f., caratteristica riferibile a persona che fa poco uso dell'intelligenza o perchè ne è priva o per libera scelta, provocando con le sue azioni o parole danni più o meno rilevanti verso se stessa o verso gli altri.

Es:
Pitecantropo:<<Credo di essermi innamorato di te, visto che son già tre volte in una settimana che ti sogno e questo vorrà pur dire qualcosa, non credi? Cioè, se l'inconscio arriva a tanto figurati quando apro gli occhi la mattina durante questa convivenza forzata e la prima cosa che penso è che fra due minuti ti rivedrò assonnata a far colazione senza poterti neanche dare un bacio di quelli che il caffè poi non serve più. Mi piaci da impazzire F*, mi piace come parli, come sorridi, come poggi un piede sull'altro quando sei dietro al bancone, mi piace il tatuaggio sulla tua mano e i tuoi occhi socchiusi dopo che hai fumato, mi piace la sostanza viva dei tuoi progetti di vita rumorosa, frenetica e passionale come i tuoi 24 anni, carnosi e dolci come un fiore del deserto da cui avrei bevuto anche solo per un ora il nettare della tua vita.>>

F**:<<Sì. La stupidità è in te>>.

[sinonimi]: co-glio-ne, pez-zo di im-be-cil-le co-sa ti sei mes-so in men-te?

I° atto d'accusa contro la realtà del BdC

[Caverna di Lescaux, 30.000 circa a.C].
 
L’individuo alfa dopo essere casualmente finito con le mani in una non meglio specificata fanghiglia, la utilizza per trasferire indelebilmente il concetto di protobovino cacante e con le mani piene di merda traccia il primo disegno della storia dell’uomo.

E’ nata l’arte.

Successivamente indossa uno stupido copricapo ed esce a fare due passi.

E’ nato l’artista.

 
[Bucodiculo, 2010 dopo cristo]
 
Facebook mi avvisa che stasera c’è un evento nel bucodiculo. Nel bdc non succede mai un cazzo di niente, il che comporta che ci sono spesso eventi. E io che sul ramo me le spacco spesso e poco volentieri, decido di andare all’evento.

(E con questo, dopo Libertà, Rivoluzione e Mitico, ci siamo giocati pure l’etimo “Evento”.  Quando arriverà il 2012 che dalle piramidi usciranno ufi guidati dai maya che distruggeranno il mondo con pannocchie giganti voglio vedere come cazzo definiremo la cosa).

Comunque. L’evento si svolge al padiglione rosso dell’ala sud del complesso Fiere ed Eventi. L’occasione è data dalla concomitante esposizione del salone del giardinaggio, fra uno zampillar di acque da fontane in marmi lapidei e padri pii in pietra locale benedicenti gladioli e lillà.
E visto che in provincia ci si arrangia come si può, l’ambiente in cui ci sarà l’esposizione è stato ricavato in un dromos di cartongesso.

La quantità di artisti supera ogni immaginazione.
Essi sono ovviamente giovani, come solo i giovani sanno esserlo. Ed essere giovani ti mette di fronte a una serie di possibilità, la più succosa delle quali è diventare artista.
L’artista più artista di tutti era però quello col cappello (avere il cappello, anche in una specie di serra illuminata da milioni di lampade alogene, è la sottile linea umida che divide la massa dal Vero Artista. Ve lo immaginate voi Fidia, Leonardo o Hopper col cranio al vento? Io no).
Egli aveva apprestato una performanS davvero rivoluzionaria nel campo dell’arte. Un capretto legato rappresentava l’umana innocenza (ohh!) sul cui candore quadrupedale incombevano tetre immagini di guerra (ohhh!). E mentre l’epigono lanoso di Isacco se la ruminava placido, incurante di siffatta metafora, l’abigeatore ciondolava languido lanciando da sotto le tese del cappello-da-artista sguardi che dicevano più o meno “non so se son più coglione io o voi che guardate la capra come la mucca fa col treno”.

-Wow. (Quindi caro pablo, prendi il tuo guernica e impiccati).

Ma siccome l’arte non va messa da parte, ecco che dopo qualche ora ti ritrovo l’allegra brigata alle prese con l’amabile nightlife del lounge più radicalchic dell’asshole.
Ora, io non immagino nessuno che dopo aver smesso i panni di ciò che volontariamente o meno fa durante la giornata, continui nelle ore del disimpegno civile a continuare con gli stessi argomenti delle venti ore precedenti.

Tipo l’equipe di cardiochirurghi dopo una giornata a montare valvole mitraliche vanno al bar e parleranno che so, del culo delle infermiere. O le riserve di una squadra di calcio dopo la partita mica son lì che ripassano gli schemi, ma parleranno del culo delle veline.

Premesso ciò, non voglio addentrarmi nei labirinti melmosi dello stato dell’arte contemporanea, né del significato di creazione artistica, né del rapporto fra pubblico e opera; e non lo faccio per una serie di motivi il secondo dei quali è che non ne capisco un cazzo. Tuttavia se c’è una cosa che mi fa vomitare è l’autoreferenzialità di questi, uhm, buffoni?, che li obbliga a continuare con le loro insulse, banali, stantie, defunte disquisizioni sull’etica dell’arte fatte con la birra in mano a chiederti se c’hai ‘na sigaretta.

Ok, capisco che per uno strano sentimento di gelosia verso l’atto creativo –sia pure parafisiologico- cui credevano di essere le sole dispensatrici, presentarsi come potenziali generatori di vita -sia pure pseudoartistica- vi renderà concupiti da una fraccata di fighe delle più disparate stirpi. Ci sta. Ma se evitaste di sentirvi tutti dei fottuti Endiuorol solo perché mettete una capra al guinzaglio facendovi le seghe a vicenda forse ‘sto posto qua sarebbe meno bucodiculo e io potrei anche tornare a passeggiarvi senza sputare ogni tre passi.

Questo penso.

Che poi questo discorso possa essere anche visto in maniera inversamente speculare assumendo i contorni di una pacata riflessione sul fatto che ci sia qualcuno più giovane me, con più capelli e che fondamentalmente possa non fare un cazzo dalla mattina alla sera, è una critica che accetto serenamente.
 
 
 
 

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